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Chenopodiaceae
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Le mwbqChenopodiaceae (Vent., mwbw1799) sono una mwcafamiglia di mwcqpiante mwcgerbacee, mwcwfruticose e mwdaarbustive appartenenti all'mwdqordine delle mwdgCaryophyllales. Sono presenti in tutte le regioni temperate e subtropicali del mondo.

Contents

Note

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Caratteri botanici

Le Chenopodiacee sono per la maggior parte erbe perenni o frutici, ma alcune specie possono avere anche portamento arbustivo. Fusto spesso carnoso, lignificato alla base, talvolta articolato.

Le mwewfoglie sono alterne, sparse od opposte, spesso con uno spiccato polimorfismo nell'ambito della stessa pianta, secondo la posizione. In alcune specie sono carnose oppure possono ridursi a squame o, in alcune forme coltivate, raggiungere un marcato sviluppo con picciolo e nervatura centrale carnosi.

I mwfqfiori sono ermafroditi oppure unisessuali (sulla stessa pianta o su piante a sessi separati), piccoli e poco appariscenti, con mwfgperigonio verdastro e pentamero e con 2-3 brattee. Si riuniscono in abbondanti infiorescenze a cima all'apice dei fusti o dei rami.

Il frutto è un mwgaachenio o una mwgqnucula, talvolta accresciuto con i resti del mwggperigonio che lo avvolgono.

Esigenze e adattamento

La maggior parte delle Chenopodiacee ha adattamenti alla vita su terreni a mwigpH anomalo o salini, molte specie sono tipicamente mwiwalofite e vivono in ambienti difficili come mwjadeserti e mwjqsteppe aride, spiagge, mwjgstagni salati e, in generale, su terreni in cui si hanno periodici o costanti accumuli di mwjwsali o apporti di acque salse.

Per le caratteristiche pedologiche degli ambienti in cui vegetano, le Chenopodiacee hanno sviluppato adattamenti fisiologici particolari, come la capacità di assorbire e accumulare cospicue quantità di sali di mwkqsodio e mwkgpotassio. La funzione di questi accumuli è quella di aumentare (in valore assoluto) il potenziale mwkwosmotico all'interno della foglia allo scopo di vincere quello del suolo e assorbire, perciò, l'acqua anche a potenziali molto bassi. La peculiarità delle piante alofite in generale è infatti quella di riuscire ad assorbire l'acqua a valori di mwlapotenziale idrico inferiori al coefficiente di avvizzimento della maggior parte delle piante.

Oltre a questi adattamenti fisiologici, va citata anche la frequenza degli adattamenti xerofitici, finalizzati a ridurre le perdite d'acqua per evaporazione e traspirazione, come la formazione di fusti o foglie carnose, la presenza di cere o peli in superficie, lo sviluppo di tessuti parenchimatici acquiferi.

Importanza economica

Alcune Chenopodiacee sono di grande importanza agraria, largamente coltivate per la produzione di mwmqortaggi fogliosi, radici, mwmgforaggi oppure come mwmwpiante officinali. Fra le Chenopodiacee d'interesse agrario rientrano la mwnamwnqBeta vulgaris utilizzata nelle sue varietà botaniche e agronomiche per vari scopi (barbabietola da zucchero, bietola da foraggio, bietola da coste, bietola da radice, ecc.), la mwngmwnwSpinacia oleracea (spinacio) e il mwoamwoqChenopodium quinoa (quinoa), uno pseudocereale che rappresenta la base per l'alimentazione delle popolazioni andine.

Aspetti tossicologici

La proprietà di accumulare sali sodici e potassici nelle foglie va presa in considerazione sotto l'aspetto dietetico per quanto riguarda l'eventuale eccesso di mwpanitrati e, peggio, di mwpqnitriti negli ortaggi fogliosi (es. spinacio e bietola). Un eccesso di nitrati nell'organismo umano può portare alla formazione di nitriti, precursori delle mwpgnitrosammine, alcune delle quali sono potenzialmente mwpwcancerogene.

Il rischio di accumulo di nitrati e nitriti, che in ogni modo riguarda anche altri ortaggi fogliosi (lattuga, cavoli e altre crucifere), s'intensifica in particolare con le abbondanti concimazioni azotate e con l'ombreggiamento causato dalle elevate densità di semina o di trapiantocite-ref-1[1]. Per prevenire la formazione di nitrosammine in una dieta ricca di ortaggi fogliosi è consigliato cuocerli in abbondante acqua, scartare le parti fibrose (in cui si accumulano maggiormente i nitrati) e, soprattutto, integrare la dieta con apporti consistenti di mwrqVitamina C ed mwrgE.

Tassonomia

L'identità tassonomica della famiglia è contemplata solo dal mwsqSistema Cronquist. In base alla mwsgfilogenesi, la mwswclassificazione APG II (mwta2003) distribuisce i generi della famiglia delle Chenopodiacee in più sottofamiglie (Chenopodioideae, Gomphrenoideae, Salicornioideae, Salsoideae) comprese nelle mwtqAmaranthaceae, le quali si differenziano morfologicamente per i fiori privi di perigonio e per gli stami non saldati alla base.

La famiglia, nel Sistema Cronquist, si suddivide nei seguenti generi:

Acroglochin
Agathophora
Agriophyllum
Alexandra
Allenrolfea
Anabasis
Anthochlamys
Aphanisma
Archiatriplex
Arthrophytum
Axyris
Baolia
Bassia
Beta
Bienertia
Blitum
Borsczowia
Camphorosma
Ceratocarpus
Climacoptera
Corispermum
Cornulaca
Cremnophyton
Cyathobasis
Cycloloma

Didymanthus
Dissocarpus
Einadia
Enchylaena
Eremophea
Eriochiton
Exomis
Fadenia
Fredolia
Gamanthus
Girgensohnia
Grayia
Hablitzea
Halanthium
Halarchon
Halimocnemis
Halocharis
Halogeton
Halosarcia
Halostachys
Halothamnus
Hammada
Heterostachys
Holmbergia

Horaninovia
Iljinia
Kalidium
Kirilowia
Kochia
Krascheninnikovia
Lagenantha
Maireana
Malacocera
Manochlamys
Microcnemum
Microgynoecium
Monolepis
Nanophyton
Neobassia
Nitrophila
Noaea
Nucularia
Ofaiston
Oreobliton
Osteocarpum
Pachycornia
Panderia
Petrosimonia
Physandra
Piptoptera
Polycnemum
Rhagodia

Raphidophyton
Roycea
Sarcocornia
Scleroblitum
Sclerochlamys
Sclerolaena
Sclerostegia
Seidlitzia
Sevada
Stelligera
Suaeda
Suckleya
Sympegma
Tecticornia
Tegicornia
Threlkeldia
Traganopsis
Traganum
Zuckia

Note

cite-note-11. Luigi Giardini (1986). mwvgLa concimazione minerale. In mwvwAgronomia generale. 3. ed. Pàtron, Bologna: 457-458.

Bibliografia

• Eugenio Baroni (1977). mwwwGuida Botanica d'Italia. 4. ed. Cappelli, Bologna.
• Ignazio Camarda & Franca Valsecchi (1990). mwxqPiccoli arbusti liane e suffrutici spontanei della Sardegna. Carlo Delfino, Sassari: 40. ISBN 88-7138-011-8.

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Chenopodiaceae»
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Chenopodiaceae, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereffossilworks-org(EN) Chenopodiaceae, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Chenopodiaceae, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefgrin(EN) Chenopodiaceae, su npgsweb.ars-grin.gov.
• citerefipni(EN) Chenopodiaceae, su International Plant Names Index.
• citerefitis(EN) Chenopodiaceae, su ITIS.
• citerefworms(EN) Chenopodiaceae, su WoRMS.